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17 Dicembre
TEATRO AL PARCO
Oggi
16:30

IL VIAGGIO OVVERO UNA STORIA DI DUE VECCHI
Intriso di atmosfere e sapori ispirati aTonino Guerra, il racconto per narrazione e figure di un viaggio allegorico alla scoperta del mare di due vecchi sposi ancora pieni di speranze e sogni
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Due vecchi decidono di fare a piedi il viaggio di nozze fino al mare sempre rimandato. Un viaggio che si trasforma nel simbolo di un’intera esistenza e in una riflessione sulla permanenza dei sogni e dei desideri.

17 dicembre ore 16.30
IL VIAGGIO 
Ovvero una storia di due vecchi

Un omaggio alla poetica di Tonino Guerra
 
di Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
con Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
disegni Matteo Salsi
costumi Patrizia Caggiati
ideazione luce Paolo Gamper
musiche e suoni Dario Andreoli
realizzazione scene LabTdb (Paolo Romanini)
voce fuori campo Davide Doro
età  dai 3 anni

Spettacolo realizzato nell`ambito di Custodi Nuovi Talenti.
Dopo Nuovi sguardi per un pubblico giovane, nel 2012 il Teatro delle Briciole ha ideato il nuovo cantiere produttivo Custodi Nuovi Talenti, un progetto di sostegno a giovani artisti cresciuti nella sua “officina”, per accelerare e favorire la nascita di nuove produzioni, da loro ideate e dirette, rivolte al pubblico giovane.

***

Questa è una storia che avanza lentamente. Parla di un amore antico al profumo di rosmarino.
Inizia in un giorno d’ottobre.
Rico e la Zaira, due vecchi di ottant’anni, decidono di fare a piedi quel viaggio di nozze fino al mare rimandato dal giorno del loro matrimonio.
Si mettono a camminare nel fiume, in mezzo ai sassi e alle lingue d’acqua. Il paesaggio si tinge di bianco. E’ l’inverno, un mulino, la vecchiaia.
Rico e la Zaira si fermano, ricordano i momenti passati insieme, poi ripartono. Continuano il loro viaggio verso il mare, con una forza insolita per due vecchi.
I ricordi si confondono con gli incontri, la realtà con la fantasia, perché gli occhi di Rico e la Zaira rivelano una straordinaria capacità di guardare le cose, anche la più piccola.

Ci siamo imbattute nel testo Il Viaggio di Tonino Guerra mentre cercavamo un racconto delicato che non avesse le caratteristiche classiche della fiaba, che fosse pieno di suggestioni e di sogni tangibili. Cercavamo dei protagonisti che non avessero vite straordinarie, né esperienze fuori dal comune, tutt’altro: volevamo uomini e donne assolutamente reali perché pensavamo che fosse necessario tornare a guardare all’uomo, ad amare l’uomo, in ogni suo aspetto. 
Due vecchi, che altro non sono che un uomo e una donna con una vita lunghissima alle spalle, ci hanno immediatamente convinto che avremmo potuto prendere il rischio di raccontare del loro viaggio, dove non accade nulla di sorprendente, ma gli eventi si srotolano uno dopo l’altro, senza soluzione di continuità, come nella vita reale. Lavorare, amare, tradire, arrivare a ottant’anni, avere dei ricordi sbiaditi da evocare a pezzi, addormentarsi, alzarsi, incontrare persone, camminare, desiderare ancora qualcosa. Questo è stato sufficiente a ritenere Rico e la Zaira due degni rappresentanti del genere umano nella loro pienezza. 
Questa storia ci ha commosso. Ci ha fatto sorridere. Sognare. Ci ha fatto desiderare di invecchiare. Il che, equivale a dire: ci ha fatto desiderare il domani. 
Come uomini e come donne, è un omaggio a quello che siamo, o meglio che dovremmo essere tutti: pieni di vita e di sogni. 
Purtroppo questo è sempre più difficile.
Lo raccontiamo ai bambini perché, per fortuna, loro sono così. Pieni di vita e di sogni.
E noi ci auguriamo che restino esattamente come sono. 
Beatrice Baruffini e Agnese Scotti

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