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5 Maggio - 21:00 h.
TEATRO AL PARCO
SYLPHIDARIUM
Premio Ubu per il miglior spettacolo di danza. Un`autopsia del balletto classico, trasformato e ibridato con ginnastica, acrobatica, culturismo.
Altre Lingue:     

TEATRO AL PARCO
5 maggio ore 21

SYLPHIDARIUM
Maria Taglioni on the ground

premio UBU per il miglior spettacolo di danza

concept, regia e coreografia:
Francesca Pennini
  
musiche originali:
Francesco Antonioni
 
azione e creazione:
Simone Arganini
Margherita Elliot
Carolina Fanti
Carmine Parise
Angelo Pedroni
Francesca Pennini
Stefano Sardi
Vilma Trevisan 
  
violino:
Marlène Prodigo

percussioni: 
Flavio Tanzi
   
disegno luci e tecnica:
Fabio Sajiz

video:
Marco Morandi

disegno costumi:
Francesca Pennini in collaborazione con gli interpreti

realizzazione costumi:
Edoardo Morandi
Interno Danza Ferrara

co-produzione:
CollettivO CineticO
Théatre de Liège
Torinodanza Festival
Festival MITO

in collaborazione con:
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
L`Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino

con il contributo di:
ResiDance XL - luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche
Azione della Rete Anticorpi XL - Network Giovane Danza D`autore
coordinata da L`Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino


Dopo lo spettacolo le compagnie in scena il 5 maggio incontrano il pubblico, conduce Gaia Clotilde Chernetich, studiosa di danza. 


“Sylphidarium” eredita gli elementi di peculiarità dei classici per tracciare un percorso che riflette sul rapporto tra narrazione e astrazione con una formula drammaturgica che ibrida le due dimensioni, sintetizza i principi della storia, traspone eventi in funzioni e ne distilla la simbologia.
La storia della danza, attraversando “La Sylphide” e “Les Sylphides”, é dunque parte dei contenuti e dell’approccio strutturale di “Sylphidarium”.
Questo sguardo archeologico si fa corpo nella tradizione del balletto e ne abita le carcasse così come i silfidi vivono e depongono le uova nei cadaveri. Ed è così che viene fatta un’autopsia del balletto, con la stessa curiosità degli scienziati che risalgono all’ora del decesso dallo stadio larvale di questi insetti.

Con geniale inventiva, la coreografa ferrarese avvia lo spettacolo attraverso una stravagante e coloratissima passerella di moda, [...]. Il corpo liberato esplode in un trionfo motorio che sembra non avere fine, chiudendo uno spettacolo ricco di intelligente humour, di rigoroso linguaggio drammaturgico ed estetico, rivelando una nuova maturità compositiva di Francesca Pennini.
Giuseppe Distefano - Artribune - 17/10/2016

Ed ecco che il genio creativo di Pennini trova la soluzione: svecchia l’immagine della ballerina classica, silfide per eccellenza, accorciando il tutù - comunque debitamente rispolverato - per mostrare al meglio il luccichio di leggings argentati e scaldamuscoli, come vuole la “scuola” di ginnastica dei frizzanti anni ’80. L’icona di Jane Fonda, dunque, scavalca il simulacro di Maria Taglioni, che seppur “on the ground” - per citare ancora una volta il sottotitolo - non abbandona le scarpette da punta. Le silfidi, allora, diventano Uomini a tutti gli effetti, nudi nella carne e nell’istinto, anelanti l’Amore senza alcuna discriminazione, corroborati dalla danza fino all’ultimo respiro. Proprio come quello che, col buio, chiude lo spettacolo.
Marco Argentina - Il Giornale della Danza - 17/10/2016

Insomma Pennini invece di tornare a raccontarci la storia attualizzata, ne disseziona le parti con l’attenzione di un entomologo, la destruttura e con un procedimento concettuale la ricompone proponendocene i singoli elementi in una confezione piena di humour. In questo sostenuta dalla musica di Antonioni dal suono molto contemporaneo e accattivante che però non manca di riproporci, distorti, brandelli di Chopin: la mazurka, la polacca, un valzer. Senza contare la bravura degli otto danzatori Pennini compresa.
Sergio Trombetta - La Stampa

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