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Dal 20 al 31 Marzo  - 21:15 h.
CINEMA EDISON D'ESSAI
DONNE SENZA UOMINI
In prima visione il film-denuncia della condizione femminile in Iran che ha vinto il Leone d`argento alla Mostra del cinema di Venezia
Altre Lingue:     
22 e 29 marzo: riposo

Donne senza uomini

un film di Shirin Neshat
con Pegah Feridoni, Arita Shahrzad, Shabnam Toloui, Orsolya Tóth, Navíd Akhavan.
Mina Azarian, Bijan Daneshmand, Rahi Daneshmand, Salma Daneshmand, Tahmoures Tehrani, Essa Zahir
Drammatico, 95 min
Germania, Austria, Francia 2009

GUARDA IL TRAILER

Un possente atto d`accusa della condizione femminile in Iran, lanciato con un linguaggio poetico e onirico, lontano dai canoni cinema politico di denuncia. Dopo aver vinto il Leone d`argento all`ultima Mostra del cinema di Venezia, arriva sabato 20 marzo a Parma, in prima visione al Cinema Edison d`essai, `Donne senza uomini`, 95`, opera prima della fotografa e video artista iraniana Shirin Neshat.

Tratto dall`omonimo romanzo di Shahrnush Parsipur, il film narra la storia delle vite intrecciate di quattro donne iraniane nell`estate nel 1953, quando un colpo di stato guidato dagli americani e appoggiato dagli inglesi depose il Primo Ministro democraticamente eletto, Mohammad Mossadegh, e diede inizio al regime dello Scià. Quattro donne che sono vittime della società maschilista e ottusa del loro Paese: Fakhiri, che trova il coraggio di lasciare un marito che la opprime, Zarin, una prostituta in crisi di identità, Munis, interessata alla politica, ma con un fratello tradizionalista che la tiene segregata in casa, Faezeh, che ha in mente solo il matrimonio. Tutte sono destinate a trovare rifugio in una casa, circondata da un giardino mistico, simbolo delle loro ansie di libertà.

"Avevo diciassette anni quando lasciai il Paese - racconta la regista, esule e dissidente - mio padre mi mandò all`estero a studiare, credevo che sarei tornata. E invece vennero la Rivoluzione islamica di Khomeini, poi la guerra con l`Iraq. E così sono stata `abbandonata` in Occidente: e quella lontananza dalla mia patria è durata per sempre". Le donne iraniane? "Sono oppresse, ma sono molto forti, non hanno mai fatto compromessi, hanno sempre combattuto per i loro diritti. Vederle l`estate scorsa, così pronte alla sfida, mi ha fatto commuovere. Davanti a certe immagini, a quei volti bellissimi che protestavano, ho pianto ".

È un mondo feroce e decadente quello descritto dall`artista iraniana, un mondo dove sotto la bellezza dell`arte si nasconde sempre la traccia della violenza. Shirin Neshat mette da parte la narrazione dei fatti politici, e si focalizza sulla forza lirica delle immagini, a risaltare è la lotta interiore delle sue protagoniste.

Biglietti: 6/4,50 euro
Orario: inizio film ore 21.15
Lunedì 22: riposo




 
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