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15 Maggio
FESTIVAL SEGNALI, PAVIA
CIRANO
Al Festival Segnali di Pavia il 15 maggio va in scena la nuova produzione del Teatro delle Briciole diretta da Paola Crecchi che si ispira a `Cyrano de Bergerac`
Altre Lingue:     
15 maggio ore 15
Teatro Fraschini, Pavia
Festival Segnali (vai al sito)

CIRANO

Ispirato a `Cyrano de Bergerac` di Edmond Rostand
drammaturgia originale per ragazzi, regia Paola Crecchi
con Paola Crecchi, Riccardo Reina
età 8-13 anni

“Ciò che è essenziale è perfetto”
Leonardo Da Vinci

Opera che ha sollecitato una infinita serie di letture (romantiche, avventurose, idealiste), il capolavoro di Edmond Rostand (1868-1918) nasconde nelle sue pieghe una fondamentale dualità. Cyrano de Bergerac è infatti un guerriero e un poeta, è spavaldo e sensibile, irruento e dolce: come dire maschile e femminile. Sul dualismo si focalizza questa drammaturgia per ragazzi in cui l’eroe spadaccino nemico di ogni ipocrisia e bassezza, l’istrionico ribelle, l’anticonformista a cui “piace non piacere”, l’utopista che vuole cambiare il mondo con la forza della parola, ci viene incontro anche con una inconsueta levità, con un piglio ironico e popolare che sa giocare sulla propriabruttezza, sul celebre naso, simbolo di deformità ma anche di una diversità che non si arrende e non si piega, che lo fa unico e ce lo fa amare per la sua non conformità ai canoni estetici omologati. Insomma un Cirano extravagante, un ‘brutto’ che grazie alla sua intelligenza non si confonde con la massa.

E’ un tema, quello del dualismo, che coinvolge in pieno anche la lingua teatrale utilizzata. In una scena che è di volta in volta camera da letto e campo di duelli, d’amore e d’amicizia, si fondono attori e marionette, alludendo e giocando sull’umano e sul suo doppio inanimato, sul contrasto, anche spassoso, tra i caratteri di Cirano e l’amico rivale Cristiano, attraverso cui il poeta nasuto esprime il doloroso amore impossibile per Rossana. Ecco allora al centro della scena il conflitto comico (il dualismo) tra intelligenza e stupidità, tra brillantezza e insulsaggine, tra ricchezza interiore e afasia dei sentimenti.

La ‘diversità’ di quest’anima d’idealista, di questo alfiere della fantasticheria e nemico del potere, può risultare forse illuminata in modo particolare proprio da un racconto che sfronda un testo dei sue mille personaggi e delle sue mille interpretazioni, per fornirci una via d’accesso lieve, ironica ed essenziale alla vicenda di un uomo che “in vita sua fu tutto e non fu niente”.