Il vento della Memoria semina Giustizia

Ogni anno, il 21 marzo, l’Italia celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, un momento di riflessione e partecipazione collettiva per ricordare chi ha perso la vita a causa della criminalità organizzata.

L’iniziativa nasce nel 1996 grazie all’associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti, da sempre impegnata nella lotta contro le mafie e nella promozione della giustizia sociale. Dal 2017, la giornata è stata ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano, diventando un appuntamento annuale di grande valore civile e sociale.

Libera è una rete di associazioni, scuole, sindacati, cooperative sociali, parrocchie e movimenti uniti non solo nella lotta contro mafie, corruzione e criminalità organizzata, ma anche nella promozione della giustizia sociale, della trasparenza, dei diritti e di una cittadinanza attiva ispirata ai valori costituzionali. Fin dalla sua fondazione nel 1995, ha seguito tre principi guida: la continuità, trasformando le idee in azioni concrete con impegno costante; la proposta, affiancando all’indignazione soluzioni reali; e il “noi”, promuovendo condivisione e corresponsabilità per affrontare mafie e corruzione come problemi non solo criminali, ma anche sociali e culturali.

La scelta del 21 marzo, primo giorno di primavera, ha un forte valore simbolico: rappresenta la rinascita, la speranza e il rinnovato impegno per costruire un Paese libero dall’oppressione mafiosa. Ricordare è un atto di giustizia. Ogni vittima innocente delle mafie ha un nome, una storia, una vita spezzata che non può e non deve essere dimenticata. Pronunciare quei nomi significa trasformare il dolore in impegno, la memoria in responsabilità. La lotta alle mafie non si combatte solo con le leggi, ma anche con la consapevolezza. Ricordare ci aiuta a comprendere, a riconoscere l’ingiustizia, a rifiutare l’indifferenza.

Ogni anno, la manifestazione principale si tiene in una città diversa, coinvolgendo migliaia di persone tra cittadini, studenti, istituzioni e associazioni. L’evento più significativo della giornata è la lettura pubblica dei nomi di tutte le vittime delle mafie, un gesto potente per mantenere viva la memoria di chi ha pagato con la vita il proprio coraggio o si è trovato innocente sulla strada della criminalità organizzata. Il 21 marzo 2025, la XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie si terrà a Trapani, città simbolo di resistenza e di lotta contro la mafia. Oltre alla cerimonia principale, vengono organizzati eventi locali in tutta Italia: incontri con testimoni e familiari delle vittime, spettacoli teatrali, dibattiti, proiezioni di film e altre iniziative culturali.

L’obiettivo della giornata non è solo commemorare, ma anche sensibilizzare la società sull’importanza della lotta alle mafie e promuovere una cultura della legalità e della giustizia. La memoria deve trasformarsi in impegno concreto per contrastare il fenomeno mafioso e supportare chi, quotidianamente, si batte per un’Italia più giusta.

La Fondazione Solares Teatro Delle Briciole, dedica anche quest’anno ampio spazio della propria programmazione alle rappresentazioni teatrali sul tema delle mafie, con spettacoli come Ionica, Vi raccontiamo le mafie e Atto di dolore. Tra questi, L’Inganno, scritto e interpretato da Alessandro Gallo, direttore artistico del Teatro delle Briciole, uno spettacolo tratto da una storia vera: la sua.

Lo spettacolo racconta la biografia di un uomo segnato da inganni, menzogne e scelte imposte dalla criminalità, restituendogli, attraverso il teatro, una dignità negata. Gallo, con ironia, rabbia e dolore, ci porta nel cuore di Napoli, tra le sue contraddizioni e la sua resilienza, narrando il legame tra famiglia e mafia, dove i vincoli di sangue diventano catene difficili da spezzare. Tuttavia, mostra anche che il cambiamento è possibile: il teatro diventa uno strumento di liberazione, un faro di speranza che sfida le tenebre della violenza e della paura. Lo spettacolo affronta temi come il pizzo, la droga, il gioco d’azzardo e lo smaltimento dei rifiuti tossici, illustrando come la camorra si insinui nella quotidianità, persino nei legami più intimi. La Napoli raccontata è una madre-coraggio, in lotta costante contro una cultura mafiosa che soffoca e trasforma la solidarietà familiare in omertà e silenzio.

Pubblicato il: 20-03-2025